Industria agroalimentare e contaminazione microbica per via aerea: un settore particolarmente esposto
Gli stabilimenti di produzione e trasformazione sono particolarmente soggetti alla contaminazione microbica per via aerea.L’industria agroalimentare e la contaminazione microbica per via aerea sono purtroppo strettamente legati!
Photoclean vi illustra le principali cause di questo problema, l’impatto che può avere sulla vostra attività… e le soluzioni per porvi rimedio.
Perché l’industria agroalimentare è esposta alle contaminazioni trasportate dall’aria?
Dato che il settore lavora con materie prime viventi e usa processi particolari, l’industria agroalimentare è molto esposta alla biocontaminazione. Questo termine indica la presenza di microrganismi, in particolare virus, batteri, lieviti e muffe. Gli stabilimenti sono inoltre soggetti alla proliferazione di tossine, favorita dalla presenza di COV (composti organici volatili) sulle superfici.
A seconda del settore di attività,l’industria agroalimentare è esposta a diversicontaminanti:
- nei panifici e nelle pasticcerie, la fase di raffreddamento comporta un rischio maggiore di contaminazione da muffe e lieviti;
- nella salagione e nei laboratori di lavorazione della carne, il problema principale è di natura batteriologica: comparsa di microrganismi patogeni come la Salmonella, l’Escherichia coli o la Listeria, muffe…
- nel settore ortofrutticolo, si osserva non solo la proliferazione di agenti che alterano le caratteristiche del prodotto, ma anche una maturazione accelerata dovuta alla presenza di etilene nell’aria ambiente;
- nel settore lattiero-caseario, numerosi microrganismi possono alterare l’aspetto, l’odore o il sapore dei prodotti, o addirittura rivelarsi pericolosi per la salute (come gli agenti patogeni che colpiscono la carne);
- Il settore vinicolo è soggetto all’azione dannosa delle muffe associate ai clorofenoli presenti nel legno (casse, botti, pallet…) che provocano – tra le altre cose – l’indesiderato «sentore di tappo».
Quali sono le conseguenze di una contaminazione dell’aria in un stabilimento di industria agroalimentare?
L’impatto di una contaminazione aerodispersa negli stabilimenti di trasformazione non va sottovalutato. Problemi ricorrenti di qualità portano all’insoddisfazione dei vostri clienti, a una perdita di fiducia e persino alla rimozione dei prodotti dagli scaffali. In ogni caso, ne conseguono notevoli perdite finanziarie: prodotti scartati perché non idonei alla vendita, resi da parte dei clienti, invenduti…
L’ altro pericolo della biocontaminazione nell’industria agroalimentare riguarda la salute dei consumatori. Tutti hanno sentito parlare delle conseguenze sanitarie, a volte drammatiche, della presenza di listeria o salmonella nei prodotti alimentari…
Come effettuare la decontaminazione dell’aria nell’industria agroalimentare?
Per fortuna, oggi esistono soluzioni di decontaminazione per l’industria agroalimentare. Questi processi sono diversi:
- La filtrazione HEPA è il metodo più conosciuto. Consiste nel trattenere tutte le particelle fini presenti nell’aria dei vostri locali. La loro efficacia è dell’ordine del 99,9%, ma questi filtri presentano alcuni limiti importanti: ingombro notevole, elevata perdita di carico e un numero elevato di ricambi o riciclaggi d’aria, con un conseguente alto consumo energetico.
- La filtrazione UV è una tecnica innovativa, affidabile ed ecologica. Combinando l’azione dei raggi UV-C con un materiale che funge da catalizzatore, queste unità di trattamento ottimizzano la qualità dell’aria con un ingombro minimo e un basso consumo energetico. Inoltre, sono compatibili con le unità di trattamento aria (CTA).
Richiedete un audit a Photoclean per la vostra soluzione personalizzata di trattamento dell’aria.
